Un po’ di storia

Il sangue è sempre stato visto, sin dall’antichità come un elemento fondamentale per la vita; già nell’antica Roma ed ancora di più nel Medioevo era uso frequente di effettuare i cosiddetti salassi, delle fuoriscite di sangue controllate, che venivano ritenuti rigenerativi per il corpo; il realtà essi risultavano molto spesso deleteri per un organismo già debilitato.

Dopo la scoperta dei vasi sanguigni nel 1616 da parte del medico William Harvey, la scienza medica si è diretta nella direzione opposta al salasso arrivando nel 1666 alla prima trasfusione di sangue tra due soggetti; da lì l’evoluzione medico-scientifica ci ha portato ai giorni nostri dove la trasfusione di sangue è una procedura di routine negli ospedali.

L’AVIS, dal suo canto, si inserisce in questo percorso evolutivo nel 1927, quando un medico di Milano, il dott. Vittorio Formentano,  stanco di veder morire le donne partorienti mette un annuncio sul giornale per cercare giovani volontari per la donazione di sangue.

Da lì ha inizio l’AVIS, assistendo alla nascita in contemporanea dei primi Centri Trasfusionali, e velocemente si estende in tutto il territorio Italiano creando sezioni Regionali, Provinciali e Comunali, diffondendo, sempre sotto un unico Statuto, il “Culto” della Donazione.

Nel 1950 lo Stato riconosce l’associazione AVIS, con la legge n.49, come ente privato con personalità giuridica e finalità pubblica e concorrente ai fini del Servizio Sanitario Nazionale in favore della collettività.

Da qui ci sarà un’estenzione legislativa atta a regolare la raccolta, la conservazione e la distribuzione del sangue trasfuso.

Da questo punto di svolta, l’AVIS diventa un elemento fondamentale della comunità contando la maggioranza dei donatori di sangue in tutte le regioni e dando un contributo del 75% del fabbisogno nazionale di sangue.